Elezioni Europee 2009: Lega Nord trionfa
8 giugno 2009 – 10:31La Lega esulta e sfiora quota dieci
in Veneto testa a testa con gli alleati
(da La Repubblica)
MILANO - Risultato a due cifre per la Lega, e nella sede di via Bellerio stappano prosecco. Gioia incontenibile dei militanti, ma ancora più dello score nazionale, che uguaglia se non supera quello storico del ‘96, a scatenare l’entusiasmo sono i primi risultati in arrivo dal Veneto. A un certo punto della notte il ministro Luca Zaia, al telefono, gongola: “Sul 20 per cento delle sezioni scrutinate siamo avanti al Pdl, di quattromila voti”. Poi il nuovo aggiornamento racconta che è ancora testa a testa. Alle politiche dell’anno scorso lo scarto tra berlusconiani e bossiani era di poco più di ottomila voti.
“Comunque vada - sorride il ministro - questo è davvero un grande successo. E bisognerà tenerne conto per le regionali del 2010″.
Umberto Bossi è chiuso nel suo ufficio con Roberto Calderoli, per parlare aspetta che il quadro sia completo, ma nella grande sala del primo piano, quello con il quadro della battaglia di Legnano, attivisti e colonnelli non stanno più nella pelle. “Siamo molto ottimisti” dice il segretario della Lombardia Giancarlo Giorgetti, e anche lui conferma che il botto vero la Lega lo sta facendo in Veneto. Ecco Roberto Cota, capogruppo alla Camera, che manda un avviso agli alleati del Pdl: “Questo risultato garantisce che la Lega in Europa avrà più forza per riformare l’istituzione comunitaria e soprattutto per contrastare l’ingresso della Turchia e l’assalto dell’immigrazione”. Già, la Turchia: in campagna elettorale hanno puntato molto su questo loro no solitario che li ha divisi dagli alleati, e che non mancherà di creare qualche problema alla maggioranza”. Ma arrivano notizie graditissime anche dall’Emilia e dalla Toscana: 11 per cento, “e in molti casi - precisa il senatore emiliano Giovanni Tossi - anche qui superiamo il Pdl”.
Gli schermi tv continuano a confermare l’ascesa: oltre il dieci a livello nazionale, soglia che nel pomeriggio lo stesso Bossi non considerava certo a portata di mano. “Se ci arrivassimo - aveva detto dopo aver votato in un seggio della sua Gemonio - sarei contento, molto contento”. Forse era solo prudenza, ma i leghisti all’una di notte sono sicuri: “Era solo scaramanzia, il capo è un grande”. “Noi - aveva aggiunto il Senatur - tradizionalmente andiamo più forte alle politiche, e poi alla gente delle Europee non importa nulla; comunque da domani non cambierà niente”. Scaramantico, appunto.
E invece qualcosa cambia, soprattutto per il risultato del Pdl, ben al di sotto delle aspettative del Cavaliere, secondo le proiezioni. Del resto il ministro Roberto Calderoli lo aveva detto chiaro e tondo nel rush finale della campagna elettorale: con il Pdl al Nord sarà un derby, e a vincerlo saremo noi”. Nel Veneto il Carroccio potrebbe farcela: è lì che si gioca la partita vera, a chi vince il derby tra Pdl e Lega spetterà, l’anno prossimo, la guida della Regione. Per il sindaco di Verona Flavio Tosi, già indidato dal segretario del Veneto Giampaolo Gobbo. O forse per lo stesso Zaia, se non fosse che Bossi vuole continui a stare al governo “perché sta facendo benissimo”. Competizione tra alleati, lo si vede anche dai sorrisi larghissimi che accompagnanoquel 35 per cento attribuito al Pdl dalle proeizioni Rai. Anche se, ma prima della chiusura delle urne, Calderoli sembrava più cauto, soprattutto dopo dopo gli ultimi rumors che danno Berlusconi in marcia di avvicinamento all’Udc proprio per contrastare l’avanzata leghista al Nord.
